Bagna cauda

Uno dei piatti tradizionali del Piemonte che è bello mangiare in compagnia. Una ricetta gustosa e saporita che garantisce una cena al cento per cento piemontese.

Ingredienti:

La bontà della tradizione piemontese.

  • 2 teste d’aglio
  • acciughe
  • qualche gheriglio di noce
  • latte
  • olio extravergine d’oliva

Preparazione

Pulire per ogni persona una testa d’aglio (più una testa, come si dice, per il tegame). Se la stagione è avanzata (dopo dicembre) è opportuno togliere da ogni spicchio la cosiddetta “anima”, la parte centrale che sembra essere la parte più indigesta dell’aglio. Sbucciare anche qualche gheriglio di noce (a ricordo di quando veniva usato l’olio di noci). Spicchi e noci si mettono in un tegamino coperto di acqua fredda e si fanno bollire lentamente finché l’acqua non è quasi completamente asciutta; sul fuoco aggiungere un po’ di latte fino a coprire l’aglio. Non si lasci bollire il latte, ma quando sta per “montare”, si aggiungono le acciughe: un filetto di acciuga dissalato per persona (ma la quantità di acciughe si può tranquillamente variare fino a raddoppiarla). Con uno schiaccia-patate o con una forchetta si amalgamano l’aglio (che sarà diventato molto tenero), le noci e le acciughe, fino ad ottenere una specie di crema. Lasciare questo miscuglio a lungo sul fuoco, anche un’ora,mescolando di tanto in tanto. Soltanto quando si sta per servirlo aggiungere olio di oliva extravergine e scaldarlo appena onde evitare che la bagna frigga. Il segreto e continuare a girare affinché l’olio frigga il meno possibile, tenendo il fuoco molto basso. La bagna cauda va servita tenendola in caldo in un recipiente individuale, ma la tradizione vorrebbe un unico recipiente in mezzo al tavolo. Nella bagna cauda si possono intingere tutte le verdure di stagione, crude o cotte; di norma si dà la preferenza al cardo (crudo), topinambour (crudo), cavolo (crudo), peperone (crudo cotto o conservato nell’aceto), sedano (crudo), finocchio (crudo o cotto), rapa (cruda), radici di scorzonera (cotte).