La nostra storia

Quando Caterina Oddenino ha sposato Carlo Chicco sapeva bene che i colori  della loro vita sarebbero  stati verde, giallo e rosso ma chi  l’avrebbe mai immaginato che la  passione per l’agricoltura e le coltivazioni di una volta avrebbe contagiato anche le generazioni future?

Oggi, come quarant’anni or sono,  papà Carlo continua a seminare, zappare, bagnare, legare, raccogliere e  mamma Caterina segue la vendita al dettaglio. Con loro Lidia, che dopo  dieci anni di amministrazione in  un’azienda ortofrutticola, ha sentito  il richiamo della terra, degli spazi aperti; poi Antonio, geometra che  ha lasciato la scrivania per dare una  mano nei campi. E ancora Paola, la  più giovane della famiglia, tutti eredi  di una tradizione che sa coniugare  qualità e rispetto per la natura e vuole  guardare al futuro.

Sono i peperoni il fiore  all’occhiello, in tutte le forme, colori  e varietà: dal trottola al quadrato, dal  tumaticòt al corno di bue, sovrano  incontrastato di Carmagnola e dintorni

“Vent’anni fa – racconta Lidia – abbia-  mo ricevuto un’eredità straordinaria:  l’intera produzione di Dino Rattalino,  primo coltivatore carmagnolese a  proporre la vendita al dettaglio, che  si sommava alla nostra. Perché non  passare anche noi dal produttore al  consumatore? Dieci anni più tardi il  primo punto vendita, nel 2004 il capannone di via Poirino e, finalmente,  niente più corse per preparare le  casse, caricarle, consegnarle ai clienti. Il grosso della nostra produzione  è qui intorno, nei nostri campi. Molte  persone ci accompagnano a scegliere l’insalata, le costine, le erbette  sotto serra, tagliate, ripulite in fretta,  pagate e via. Quando si dice fresco, si  scrive naturale, si dichiara tradizionale  non si può ingannare il consumatore,  sempre più attento e consapevole.”

Così la gente vede anche i peperoni,  coltivati sotto serra ma, come vuole il  capostipite dei Chicco, anche piantati  a pieno campo, bagnati a scorrimen-  to, capaci di resistere anche al flagello  di una grandinata come quella dello  scorso luglio. Sono i peperoni il fiore  all’occhiello, in tutte le forme, colori  e varietà: dal trottola al quadrato, dal  tumaticòt al corno di bue, sovrano  incontrastato di Carmagnola e dintorni, protagonista del Presidio Slow  Food dal 2002, anno in cui l’azienda  Chicco ha avviato la commercializzazione dei trasformati cogliendo il  prezioso suggerimento dello chef  Renato Dominici.  ”Straordinario conoscitore di antiche  ricette – prosegue Lidia – e profondamente convinto della ricchezza  e unicità dei prodotti locali, Renato  ha creduto nella qualità della nostra  materia prima proponendoci alcune  ricette per trasformare e conservare  sott’olio, in agrodolce o sotto rapa  non soltanto peperoni ma anche  melanzane e zucchine.  IO  e:  È nata cosi una produzione  variegata, capace di incontrare  differenti gusti del consumatore e soddisfare, per tutte le  tasche, la voglia di genuinità tutto  l’anno. Un pezzo di famiglia è qui  nell’agropuntovendita da inizio  stagione fino a novembre inoltrato,  tutti i giorni dalle 8.00 alle 20.00;  l’altro, la sorella maggiore Manuela, nel bar/alimentari di Borgo San  Giovanni. E poi ci sono le fiere,  piccoli e grandi eventi ai quali, per  quanto possibile, non rinunciamo:  dall’appuntamento con la città e la  sua Sagra alla vetrina del Salone  del Gusto di Torino, con qualche  tappa oltre confine nel sud della  Francia. Così chiamiamo tutti a  raccolta: dai parenti, primo fra  tutti mio marito Marco, agli amici,  perché qui non si chiude e non  possiamo dimenticarci dei campi  neppure un giorno.”  La stagione è agli sgoccioli ma non  è ancora il momento di riposare:  Lidia ha già ordinato i cestini, al  via con le confezioni regalo. E chi  meglio di Alessandro e Fabrizio  per srotolare i nastrini colorati per  i fiocchi natalizi? Non si sa mai,  giocando, talis pater. ..

(tratto da Punto d’incontro Anno VII n. 3 – dicembre 2008)

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