Seguiamo l’andamento dei cicli naturali

Scelta di cicli colturali che rispecchino i cicli naturali delle colture per l’ambiente pedoclimatico di Carmagnola
Non avendo serre riscaldate ma solo tunnel freddi e aperti o colture in pieno campo l’azienda Chicco ha deciso di seguire i naturali cicli producendo ortaggi nei periodi primaverili, estivi e autunnali.

azienda Chicco ha deciso di seguire i naturali cicli producendo ortaggi nei periodi primaverili, estivi e autunnali

Si alternano cosi sui terreni le colture degli asparagi, delle fragole degli ortaggi a foglia e a bulbo (insalate varie, porri, agli, cipolle etc.) per dare spazio poi agli zucchìni (nelle diverse tipologie verdi chiare, scure etc.), cetrioli per entrare poi nel pieno delle produzioni estive e autunnali quali i pomodori (dal cuore di bue ai pomodori da insalata classici), melanzane (nelle loro diverse varietà lunghe tonde viola, oblunghe nere etc.) e , fiore all’occhiello dell’azienda i peperoni.

Le colture sono in pieno campo e in serra fredda

La scelta di coltivare su suolo e di non proteggere totalmente le colture (se non addirittura riprodurle in campo aperto) è sicuramente una scelta rischiosa per le avversità biotiche (insetti, malattie fungine etc.) e abiotiche (gelate tardive, grandinate estive etc.) che possono danneggiare le colture e rovinare irrimediabilmente i raccolti.
Come controparte la coltivazione su terreni particolarmente vocati per gli ortaggi e le escursioni termiche alle quali sono sottoposte le piante, conferiscono ai prodotti caratteristiche organolettiche uniche.

Le scelte varietali

Nel pieno rispetto della tradizione orticola Piemontese, l’azienda Chicco ha da anni fatto una scelta ben precisa circa le varietà di ortaggi da coltivare. Quasi In controtendenza con gli attuali andamenti di mercato e la domanda sempre più ampia di prodotti, negli anni ci si è concentrati su specie e varietà tipiche della zona e che rispecchiano le tradizioni agricole e gastronomiche del territorio. Pur con uno sguardo sempre attento alle novità e alle evoluzioni di mercato le varietà prodotte in azienda sono i “grandi classici” della tradizione orticoltura locale. Trovano cosi spazio le varietà più tipiche di insalate (tipologie “canasta”, lattughe romana, insalata lollo e batavie di stile “franco-piemontese”), di porri, di asparagi, agli e cipolle. Per gli ortaggi non possono poi mancare le melanzane viola, i pomodori cuore di bue, gli zucchini col fiore e gli immancabili peperoni vero e proprio fiore all’occhiello dell’azienda.

La filiera “riproduttiva” delle sementi

Vera e propria punta di diamante dell’azienda Chicco sono i peperoni nelle loro diverse tipologie: dal quadrato di Carmagnola, al peperone corno fino ai piccoli peperoni “tematico” utilizzati nell’industria conserviera.
L’azienda Chicco ha deciso da diversi anni si selezionare il proprio seme secondo la tradizione ovvero dalle piante migliori e dai frutti meglio riusciti ogni anno vengono asportati i semi che sono poi avviati alla riproduzione di piantine in viavai specializzati. Non essendo possibile la riproduzione di ibridi la scelta ricade quindi su varietà riprodotte da selezione massale e che al massimo possono essere trapiantate innestate su varietà resistenti alla principali virosi.
Tale tecnica risulta decisamente più complicata e macchinosa rispetto all’utilizzo di normali ibridi in commercio anche se col tempo, e col favore degli andamenti climatici, ha garantito sempre ottimi risultati. Grazie ad un network creato dai migliori produttori della zona in partnership con i viavai più all’avanguardia, nel corso degli anni si è avuto un “consolidamento” dal punto di vista genetico delle varietà di peperone tipiche del luogo. Il materiale raccolto e selezionato infatti dai produttori viene poi riprodotto come sopra illustrato garantendo una uniformità del risultato a livello territoriale. Tale uniformità ha portato Carmagnola ad affermarsi come territorio principe per la produzione di peperoni di qualità. Tale affermazione, supportata da diverse iniziative locali promosse sia dalle amministrazioni, che dalle associazioni di categoria ma, soprattutto, sostenute ed incentivate dal mondo produttivo, ha prodotto come risultato una serie di eventi a tema che nel corso degli anni hanno visto il continuo accrescersi dell’afflusso di turisti e di consumatori.

La ridotta densità d’impianto

In accordo con le scelte gestire le colture secondo cicli naturali e l’utilizzo di materiale di propagazione spesso derivante dalla propria produzione, la tecnica colturale adottata in azienda prevede due punti chiave quali una ridotta densità d’impianto e l’apporto di concimi organici naturali quali il letame proveniente dall’allevamento zootecnico presente in azienda.
La scelta di avere serre fredde con ridotta densità d’impianto se da un lato comporta una riduzione della quantità di ortaggi prodotti, dall’altro avvantaggia la singola pianta che ha disposizione più terreno per meglio esprimere il proprio potenziale produttivo. I tunnel (o serre fredde) cosi coltivati sono quindi l’ambiente ideale nel quale allevare le piante che, non sottoposte ad uno stress competitivo risentono meno delle avversità consentendo di ridurre al massimo gli interventi fitosanitari.

L’apporto nutrizionale organico

L’apporto di concime naturale e la rotazione delle colture inoltre ha come principale effetto quello di offrire alla nuova coltura un terreno quasi “vergine” ogni volta che la nuova coltura viene poi trapiantata. Basandosi poi sul principio di “restituzione” al terreno di quanto asportato dalla coltura precedente, gli interventi di concimi di sintesi sono limitati al massimo consentendo al suolo di avere il suo naturale equilibrio e non alterando la microflora e la microfauna presente.
L’utilizzo del letame aziendale (concime oramai quasi introvabile e di assoluto valore agronomico) è possibile grazie all’allevamento aziendale di bovini di razza piemontese in purezza. Tale letame risulta inoltre particolarmente pregiato in quanto la tecnica di alimentazione del bestiame prevede principalmente l’utilizzo di foraggi freschi di produzione propria (insilato di mais e sfalci di prato), di foraggi essicati (fieno di erba medica principalmente e sempre di produzione propria) e l’apporto di concentrati quali mais da granella anch’esso di produzione propria. Le deiezioni animali pertanto, unite alla paglia per la stabulazione, risultano cosi particolarmente “naturali” e poco impattanti.
Non da ultimo gli innegabili vantaggi nei confronti delle falde acquifere sotterrane non inquinate dalla presenza di concimi chimici distribuiti in maniera massiccia sul terreno.